venerdì 22 agosto 2014

XXI Secolo

El Papa llamó a la familia del periodista decapitado por yihadistas
Insomma, mi sembra che la situazione stia scappando di mano a tutti.
Abbiamo un bel raccontarci che non c’è conflitto di culture, lo Stato Islamico del Califfo ci grida in faccia che invece il conflitto c’è e che fa di tutto per investirci in pieno.
E la cosa ci sta prendendo di sorpresa. La laicità Occidentale è uscita dalla adolescenza, e non si preoccupa nemmeno più di prendere di punta la “propria” religione tradizionale per affermare la propria laicità. Ormai è un fatto assodato e non bisogna dimostrare nulla a nessuno. Il fatto è che agli occhi degli Occidentali laici la religione è diventata una corrente culturale essenzialmente non diversa da altre scelte individuali: la passione per l’arte o per il cinema, la filosofia zen, il giardinaggio o la musica. Comunque qualcosa per cui non si uccide (e non si litiga neppure).
Da anni ormai una rinascita dell’estremismo mussulmano ci ha messo davanti a storie che ci apparivano bizzarre di donne lapidate per colpe che noi non considereremmo neppure veniali. Da anni ormai abbiamo visto le “condanne a morte” per i presunti “reati di opinione” presenti in un romanzo o in una vignetta satirica. Abbiamo assistito in silenzio alla distruzione di patrimoni artistici di valore storico ed universale come i Budda scolpiti nelle montagne dell’Afganistan. Abbiamo visto le condanne per eresia dei convertiti al Cristianesimo o di quelli che sono di una marca di Islam un po’ diversa. Ma insomma, erano tutte cose lontane che riguardavano “loro” o al massimo qualche estremista della satira. Un problema di principio, ma con cui praticamente, qui da noi, si poteva convivere.
Adesso invece sembra che sia cambiato qualcosa. I giornali quotidiani ci buttano davanti immagini che non avremmo creduto possibili di bambini e giornalisti con le teste tagliate, di scuole intere saccheggiate e rapite, di teste impalate ed irrise, di violente pulizie etnico/culturali che non hanno precedenti nella storia recente. Adesso essere Cristiani nella parte sbagliata del mondo è diventato un reato serio, anche se sei un bambino. Con il Sig. Califfo che guarda la cartina del mondo e ci vede i confini del suo impero grande come l’Islam, con l’arroganza della missione divina che gli deriva dall’essere il successore ed il discendente di Maometto.
A me che uno sia Cattolico o Protestante, Ebreo, Ortodosso, Sunnita, Sciita, Scintoista, Buddista o Animista non interessa neanche un po’. Ma mi interessa molto che nessuno pensi di poter mettere in discussione la libertà individuale di pensiero e di studio, mia e degli altri. Anche se dovessi peccare di cattivo gusto e spararla grossa su Maometto.
Se una parte dell’Islam pensa che la sua verità vada imposta al mondo, quella parte dell’Islam è un nemico serio e pericoloso e va combattuto con efficacia, intelligenza ed i mezzi necessari.
Quella parte dell’Islam che è invece fatta di persone normali che cercano nella loro religione il senso della loro vita senza mettere in pericolo i diritti e la vita degli altri, è invece fatta di fratelli che sono in pericolo come e più di noi. A loro va il nostro affetto e la nostra comprensione, e deve andare il nostro aiuto.
Adesso che il virus dell’estremismo si manifesta dentro le comunità mussulmane dei paesi occidentali (in America, in Italia, in Francia, in Olanda, in Australia, nel Regno Unito…) mi aspetto che anche dall'interno delle comunità, delle scuole e delle moschee venga un aiuto per difendere il valore della libertà, senza silenzi e coperture per chi istiga alla violenza e la organizza.  

3 commenti:

Maria Cereti ha detto...

Condivido pienamente

Federico Nicola Pecchini ha detto...

Il virus dell'estremismo è un virus molto occidentale (l'islam è occidentale) e oggi come sempre è coltivato e propagato dai centri di potere della cultura occidentale, i nostri soldi, le nostre armi, i nostri media, che il nostro pubblico pagante a casa considera ancora l'unico orizzonte possibile per salvaguardare la 'civiltà'. La nostra civiltà è usurata, a pezzi, da buttare. E' pericolosa e imprudente anche e proprio perchè pensa "di non dover dimostrare piu' niente a nessuno', nemmeno a se stessi o ai propri figli. Lascia perdere queste telenovelas mediatiche inscenate per rassicurarci che gli altri sono piu' cattivi di noi. La gente che vive in quei paesi non è "l'Islam". L'islam è il fantoccio ideologico che ci è servito da nemico. La gente sono i nostri fratelli e sorelle, e perfino la storia ha dimostrato che basta un po' di sicurezza materiale e disperazione in meno per non sentire piu' l'impulso di uccidere per una scelta diversa.Certo che le religioni vanno superate, e onestamente oggi lo sono già in tutto il mondo. Gli unici che ci credono ancora sono i nostri mercenari travestiti da indigeni. Ma d'altra parte noi occidentali abbiamo molto da imparare dalle culture dove ancora si cerca un senso alla vita. https://medium.com/p/earths-twilight-63356c0604e8

Vittore Pecchini ha detto...

Chissà se tu ci stai davvero capendo qualcosa più degli altri? Magari sì.
E' certo che la gente dei Paesi islamici sta soffrendo. I numeri dei morti, degli attentati, degli atti di ordinaria ingiustizia sono spaventosi. Ed è certo, appunto, che sono fratelli e che non possiamo far finta di non vedere.
E' meno certo che la storia abbia dimostrato che un po' di sicurezza materiale renda gli estremisti più aperti alla differenza ed alla libertà. E' forse una condizione necessaria, ma dubito che sia sufficiente.
E' ancora meno certo che l'Islam sia Occidentale e governato "dai centri di potere della cultura occidentale". A meno di non rovesciare le parole al punto da rendere impossibile la comunicazione.
E' ancora meno certo che la nostra civiltà sia usurata, a pezzi e da buttare. La storia è faticosa ed il cammino è incerto, ma alcune delle libertà che gli individui hanno appena cominciato a costruire (da un paio di secoli o giù di lì) sono uno dei frutti più belli della storia umana. Non mi sentirei di buttarli via.
E' ancora meno certo.
Spero che tu stia bene.
Un abbraccio