venerdì 7 luglio 2006

Passioni

Conseguenza imprevista del mio viaggio in Indonesia: sono tornato a casa con quindici DVD. Quindici dischi di film che ho voluto vedere e non ho mai visto, più qualche vecchio amore che un insano senso di possesso mi fa desiderare di avere in casa.

È una sorpresa, perché io non mi siedo quasi mai davanti ad uno schermo di cinema o di televisione, con l’eccezione dei telegiornali e di quelle cose lì che ti danno l’impressione di sapere come va il mondo. Ma non ho saputo resistere, a quaranta o cinquanta centesimi di euro (così si vede che sono anche un po’ taccagno e che mi piace “fare affari”).

E non so perché, perché in realtà mi piace molto sedermi davanti ad un film. È che nella mia vita frettolosa sacrifico molte cose che non si dovrebbero sacrificare.

Così, complici le vacanze scolastiche ed il fatto che non ho lezioni alla sera, mi sto guardando un film ogni giorno.

Primo film: The Passion Of The Christ, del Signor Mel Gibson. Se ne è parlato tanto. Credo troppo, e troppo bene. Ma che film è?

Va bene, parlano Aramaico e Latino (grande idea), va bene i costumi sono belli, le ricerche sono accurate (suppongo), ma poi?

Dietro ogni film, ogni opera teatrale, ogni libro, racconto, poesia che scriviamo ci sono un’idea o una intuizione da raccontare. Ma qui?

Che valore può avere la trasposizione letterale in immagini del raccontino della Passione di Cristo come ci è presentato dai Vangeli e dalla vulgata catechistica? Che cos’è? Un documentario della San Paolo Film ad uso delle scuole cattoliche?

Con tutte le smorfie di dolore ed il sangue che scorre a fiumi, con tutte le invocazioni al Padre, in questo Gesù non c’è debolezza umana e non ci sono sfumature. Ne’ c’è nel film una sfumatura di vera umanità in Giuda che si uccide, né in Pietro che dubita, né in Ponzio Pilato che si lava le mani, né – soprattutto – negli Ebrei: non nei membri del Sinedrio ottusi e crudeli, non nelle piazze rumoreggianti. È un film nato vecchio, in cui manca l’universalità dell’arte che è la capacità di penetrare nell’esperienza umana. Soldi sprecati, peccato.

È vero, il film è antisemita. Ed è anche antiromano. È antitutto, perché al di fuori di Gesù figlio di Dio e superumano Salvatore non c’è salvezza né umanità. Grazie della lezione.

............

E poi, ad essere onesti, non è neanche che il film sia fatto così tanto bene. È troppo facile sorprendere quando ci si perde nel sovrannaturale, e troppo difficile farlo bene. Gli effetti sonori e di luce sono spesso da cartone animato.

Una delusione... cos’altro posso dire?

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Get yourself Match Point by Woody Allen if you want to see a good film! Johanna

Anonimo ha detto...

complimenti x il tuo blog...mi è stato consigliato da La nonna

complimenti x lo spirito con cui affronti la vita

ti seguirò..

sono un pò + piccola (22), e sono travolta dal primo grande viaggio della mia vita..erasmus a berlino

ma so che non mi fermerò più

la ruota ha iniziato a girare, e sento che voglio evolvermi seguendo il mio istinto giramondo

gabri

http://smartina.clarence.com

terry ha detto...

non so nemmeno che ti è venuto in mente con tutti i bwifilm che ci sono in giro di guardarti the passion....
Se vuoi un film che meriti guarda ebbro di donne e di pittura un film cambogiano davvero super....
poi se vuoi posso prepararti una filmografia vari generi. baci dalla tua sorellina attualmente immersa nel mare salentino.

ciccio ha detto...

CAMPIONI DEL MONDO!!

Vittore ha detto...

Non so nemmeno io che cosa mi è venuto in mente di guardarmi The Passion. Credo che sia stato per questa cosa del Latino e dell’Aramaico che gli ha dato un’aria così colta. Ma non basta.