lunedì 19 gennaio 2009

Cessate il fuoco!

Ma sì, per favore, cessate il fuoco. E se possibile cessatelo per davvero. Che vuol dire costruire sul serio un po' di pace.
Combattere non è bello, soprattutto quando si guarda il dolore e la paura della gente, e poi, mi pare, non produce di solito dei grandi risultati. Ma può essere necessario. Purtroppo.
Israele combatte per sopravvivere. Ha dei nemici pieni di odio che non riconoscono il suo diritto di esistere, e tante altre persone un po’ dappertutto che magari non lancerebbero razzi sulle sue città ma che sono sempre pronti a giustificare chiunque lo faccia, o faccia saltare in aria i suoi ristoranti, o educhi i suoi figli all’ideale del martirio pur di fare a pezzi un po’ di carne israeliana.
Se non fosse che qualcuno, anche in Italia, in fondo in fondo dubita del diritto di Israele ad esistere, la discussione politica sulla crisi sarebbe più scoperta; sarebbe un affare di logica che si potrebbe discutere apertamente sul tavolo trovando punti di incontro. Purtroppo non è così.
Israele, come qualunque altro stato al mondo, non si lascerà assassinare senza fare di tutto per continuare ad essere. Inutile scandalizzarsi per quello. E farà quello che può per impedire i razzi sulle sue città, i rifornimenti di armi a Hamas, le bombe atomiche a portata di missile o gli eserciti ammassati alle sue corte frontiere a pochi minuti di macchina dal suo parlamento.
E se a parole si pretende che non reagisca in nome di begli ideali, allora vuol dire che quegli ideali sono solo la facciata che nasconde il desiderio che con Israele la si faccia finita una volta per tutte, o il menefreghismo che porta a dire che qualunque soluzione va bene purché poi si faccia la pace: la Pax Arabica.
Se il mondo vuole che Israele non combatta fino all’ultimo per essere sicura di esistere anche domani e dopodomani, deve garantire in qualche altro modo che questo accada. Con il ragionamento, il diritto, e anche con dei soldati che se necessario combattano sul serio per ottenere il risultato.
Una forza ONU, una forza NATO, una forza internazionale di qualunque tipo può funzionare. Ma bisogna essere chiari dal principio su quello che si va a fare, e può non essere un lavoro facile né piacevole. Può essere anche un lavoro violento.
E sono sicuro che Israele ringrazierà, e invece di bruciare risorse e di mandare a morire i suoi uomini si occuperà del proprio sviluppo economico e (poiché è Israele e non un’organizzazione votata alla guerra eterna per fede ideologica) anche allo sviluppo economico di tutta l’area medio orientale.
Però non giochiamo sulle parole e sulle famose “regole di ingaggio”. Se si vuole che Israele non viva nella paura di un attacco, l’unica regola di ingaggio è che si deve impedire che forze votate alla destabilizzazione siano in possesso dei mezzi per nuocere. Non basta più una forza di interposizione che tenga separati i due eserciti mentre gli Hezbollah si armano o Hamas costruisce rampe di lancio di missili. Ci vuole un esercito che garantisca la sicurezza di Israele.
O Israele se la garantirà da se’. Se ci riesce.

2 commenti:

cristina ha detto...

Inutile dire che sono d'accordo con te e che Israele deve vivere finalmente in pace coi suoi bambini, con le sue donne e coi suoi uomini che non meritano certo di dover morire per rivendicare il diritto ad esistere. Probabilmente, anzi sicuramente non è certo interesse di qualcuno far sì che quest'assurda guerra, come lo sono tutte le guerre, cessi. Ci sono anche altre guerre nel mondo, quelle di cui non si parla mai dove le persone sono abbandonate totalmente a se stesse e che il diritto alla vita non è che un gioco di roulette senza il minimo rispetto per nessuno. Ma Dio in questi casi, dato che c'è chi sostiene esista, dov'è?
Ti abbraccio, Cristina

germana ha detto...

caro vittore,
le guerre sono tutte brutte ma sono d'accordo con te, alcune sono purtroppo necessarie. Mi domando se questa lo sia, necessaria, e ti chiedo: qual e' lo scopo? distruggere hamas? credi che bombardando le scuole, i civili, la gente si ottenga la distruzione di hamas? io non lo credo affatto. Radere al suolo la striscia di gaza con tutti i suoi abitanti colpevoli di aver votato hamas? non solo e' inutile (ce ne saranno sempre se la siatuazione rimane questa), ma allora non e' piu' una guerra, chiamala in un altro modo. Questo e' il punto. E allora ti faccio un'altra domanda: qual e' il popolo che puo'permettersi di non rispettare gli accordi internazionali, non rispettare le tregue, bombardare le scuole e avere l'appoggio di tutto il mondo? E' un popolo che cerca davvero la pace? E non venirmi a dire che bombardano le moschee e le scuole perche' li' si nascondono i terroristi perche' se questi stessi terroristi si nascondessero in qualsiasi altro paese "democratico o industrializzato del mondo nessuno lo farebbe e soprattutto nessuno lo appoggerebbe.
Vittore, sono d'accordo, Israele ha tutto il diritto di esistere ma anche gli altri!
Germana