sabato 23 agosto 2008

Cosa ho imparato stavolta? Vediamo...
Prostituzione e ricchi
A me le prostitute non dispiacciono. C’è di tutto in questo mondo, ma spesso sono belle e mi piace guardarle e sedermi con loro a parlare. Mi solleticano qualcosa nel cuore che è come un bruciore ma piacevole, come con certi cibi. E a volte mi eccitano una sessualità viva e in eruzione, un vulcano. Non ho pregiudizi verso le puttane. Il nome mi sembra bello e posso amarle come posso amare qualunque altra persona. E l’ho fatto.
Invece non mi piacciono i ricchi. Ne ho già parlato altrove. Non mi piacciono i ricchi che sentono che il senso della propria vita è in quel potere effimero (ci consoliamo così noi che non lo abbiamo) che viene loro da quella tasca troppo gonfia dove tengono il portafoglio. Non mi piacciono i ricchi che trascinati dall’entusiasmo per il proprio conto in banca cominciano a pensare a tutto il mondo come ad una merce e non ad un’opera d’arte.
E li ho visti, questi ricchi che giù a casa in Australia hanno milioni di dollari ed avvocati, e perle, e barche, e macchine, e mogli belle ma cattive. Ho vsto come ridono con il corpo riempito di alcohol e queste ragazzine (che prostitute non saranno, ma ci sono vicine) che gli lisciano la pelle. E li ho visti comandare questo ed altri piaceri, e servizi, e lavori a questi ed altri esseri umani. E il mio animo si irrigidisce, divento mormone, puritano, manicheo e bacchettone. Il sesso mi puzza, ma mi puzza anche la villa affittata, il sorriso del portantino con le valige ed il cibo al ristorante. Basta! Basta! Basta per pietà! Basta prostituirsi! Portabagagli, cuoco, receptionist, taxista, marinaio, cameriera, ragazza che cerca un futuro, quella mancia che esce da quelle mani è un rutto sul tuo volto, la tua anima DEVE rabbrividire di disgusto.
E poi la cosa che mi coglie di sorpresa è che non ci vuole molto, un sorriso, un momento di amicizia, quella che è o che sembra una gentilezza, e tutto il disappunto passa. Tutto diventa meno oscuro e meno chiaro: anche questo è poi solo un altra desinenza di questo solito verbo irregolare: vivere. E poco conta che la forma ci sembri bizzarra o sgradevole o sbagliata. È lì, bisogna fare buon viso a cattivo gioco. Sta a te trovare ancora una volta il compito difficile di trovare l’infinito in questi uomini deformati dal successo.
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E intanto Bali mi sorride sempre, anche se per evitare cattive compagnie questa volta non mi sono fermato che poche ore. Un secondo solo a fare acquisti necessari e la commerciante graziosa che mi sorride e mi accarezza con leggerezza il braccio, un accenno, nulla di male, mi fasciogliere il ghiaccio dal cuore. E mi sembra buona. Mi sembra vero il suo sorriso e il mio animo si siederebbe con lei per poche ore. E mi sembra bello e giusto.
Ma lo vedo, lo vedo anch’io che è poi proprio la stessa cosa. La stessa cosa con gentilezza. O no?

3 commenti:

cristina ha detto...

sei complicato marinaio....

Sabrina ha detto...

o i ricchi non li sopporto (non conosco prostitute professioniste ma qualche ricca signora che...) ma mi chiedo spesso "se io fossi ricca come sarei"? e pensandoci bene, forse non sarei la stessa... forse sarei diversa da come sono.
Saluti, mf

Sabrina ha detto...

scusa, è la prima volta che vengo qui. Mf sta per http://metafisica.splinder.com/