domenica 1 ottobre 2006

Non lo so se I sogni si avverano. I sogni tendono a spostarsi in avanti all’improvviso, quando sembra che la storia sia finita. Però i progetti sì, a volte lo fanno, più o meno.

E così sono diventato una sorta di marinaio. Però l’ho pagato caro: ho smesso di essere un direttore di scuole. Ho smesso nel cuore, perché sulla carta lo sono ancora. E questo crea una strana dissonanza tra la superficie di Vittore ed i miei pensieri. In ufficio è un po’ un problema.

Credo di avere gridato. Tutta la mia vita dopo i venticinque anni è stata un grido, a volte soffocato, a volte quasi un ruggito. E adesso sono qui. Quasi quasi mi sono spaventato da solo, come quelli che si svegliano di notte quando hanno un incubo e parlano nel sonno.

E adesso forse non sto più dormendo. Federico, Speranza, la mia vita ha almeno de legami forti che giustificano la fatica di tenere gli occhi aperti. Forse. Forse. Forse...

3 commenti:

Paola ha detto...

Cosa vuol dire "credo di aver gridato"?
Hai gridato o no?

Se no, allora, fallo. E' liberatorio e non è solo un atteggiamento da "plebaglia".
Quando ci vuole, ci vuole

Anonimo ha detto...

Hai fatto la scelta di andartene all'estero in un momento doloroso della tua vita, ma l'hai fatta, lasciando dietro di te persone che ti vogliono bene e che ne hanno sofferto. Non hai gridato, te ne sei andato per cambiare vita. Federico grande punto fermo, Esmeralda vicino a te e Speranza che si aspetterà che tu le faccia da papà. Il mare come compagno ed amico. Sono trascorsi cinque anni in un soffio e le decisioni da prendere o che hai già preso ti tengono sveglio e solo tu sai se vuoi rimanere con gli occhi aperti. Sappi comunque che ci manchi. Ti abbraccio. Cristina

Effe ha detto...

ogni metamorfosi è, insieme alla vita, anche la morte.