lunedì 17 aprile 2006

Hutt River Province

SAR il Principe Leonardo I

Viaggiare in Australia è pieno di sorprese. Una cosa che non mi sarei aspettato, è di trovare in Australia un altro stato indipendente, piccolo, è vero, risibile, folle... ma vero. O quasi.

Non vi sono notizie sulle carte. Non se ne parla mai, forse a ragione, ma esiste.

È un piccolo punto sperduto tra i campi aridi e bruciati all’interno dell’Australia Occidentale, un poco a sud di Kalbarri e un poco a nord di Northampton. Per trovarlo devi andare per chilometri e chilometri in strade di terra rossa battuta ove incontri solo qualche fattoria sempre più isolata, e pecore e goanna.

E poi è lì, un piccolo principato ereditario che assomiglia molto ad una fattoria. Anzi, è una fattoria che ha dichiarato la propria indipendenza dal Commonwelth of Australia da trentacinque anni, evidentemente con una qualche base legale, se dopo trentacinque anni di cause il vecchio sovrano minatore e pastore gira il mondo, rilascia passaporti, stampa moneta ed il Governo Australiano non interviene. O ha davvero tanto senso dell’umorismo da permettersi di sorridere dello scherzo? Alcune cose fanno pensare che sia così, ma non sono sicuro che non sia piuttosto un modo di esorcizzare un problema legale annidato tra le piege di quella cosa stranissima che si chiama Diritto Comune di Inghilterra.

Così abbiamo conosciuto Principe Leonardo I della Hutt River Province Principality che ci ha accolto con garbo, ci ha mostrato la sua cappella, ci ha fatto sedere sul suo trono e ci ha mostrato le foto delle autoblinde in dotazione alle sue reali forze armate. Bizzarro ma vero.

Poi, a richiesta, mi ha cambiato 4 dollari Australiani per 4 dollari della sua moneta casalinga e mi ha venduto 3 dollari di francobolli che non saranno riconosciuti in nessuna parte del mondo, se non nel suo ufficio postale, che esiste ma magari non può spedire proprio niente. Perché il Principato della Provincia dello Hutt River benché affermi di avere relazioni diplomatiche con diversi paesi al mondo (ma non sembra essere del tutto vero) ed una ambasciata in Costa d’Avorio, non ha relazioni diplomatiche con l’Australia da cui è circondata, e quindi non ha neppure un porto o un aeroporto da cui la sua posta possa eventualmente andare in giro per il mondo.

Eppure esiste, ed ha tredicimila cittadini (13.000) di cui solo venti (20) permanentemente residenti nel Principato. E ci credo, ci sono solo sassi e pecore, ed un confine che si può attraversare solo dall’Australia. Ma l’Australia, pur riconoscendo la legalità dei passaporti emessi da Principe Leonardo I ai suoi sudditi, a giudicare dai documenti in possesso del Principe, nega il visto di ingresso a chi viaggia utilizzandolo come documento di identità. Comprensibilmente.
Dopo la visita mi sono fermato a fare due chiacchiere con il Principe che amabilmente mi ha intrattenuto nell’Ufficio del Governo/Ufficio postale.

È un vecchietto mezzo guercio, con una vita di lavoro alle spalle. Un po’ matto, con tutti i suoi simboli reali e le onoreficienze che è riuscito a farsi dare, e le lettere di amicizia di qualche altro principe più o meno regnante. È un esoterico, chissà che sogni ha in testa. Ma mezzo in scherzo e mezzo per davvero c’è chi crede in lui. E tutti quelli che vanno lì accettano comunque di farsi timbrare con un visto di ingresso e di uscita quel pezzo di carta sacro (ed utilissimo) che è il passaporto, su cui nessuno farebbe scarabocchi.

Il Sovrano sogna di fare dei suoi quattro sassi un paradiso fiscale, ma non c’è neanche una banca. Pensa a grandi progetti ed alleanze, ed ha avuto un riconoscimento importante dalla Repubblica Popolare Cinese che potrebbe un giorno, chissà, considerarlo un amico. Dice.
L’Australia è tranquilla, ma quando occorre non ci vuole molto a rinvigorire una qualunque pretesa di legittimità. Se servisse.

Un sognatore da Far West, un avventuriero del XIX secolo, un pazzo, ma informato sulle leggi. E un uomo battagliero. È vero, non ha Servizio Sanitario ad un età in cui forse gli servirebbe, e vive in un angolo di mondo che solo le lucertole trovano confortevole.
Ma intanto non paga le tasse in Australia e da lui la polizia non entra. Si è vissuto la sua bizzarra avventura ed a volte qualcuno nel mondo gli ha davvero attribuito onori degni di un re. Chi non vorrebbe tentare?

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Difficile decidere se conta o non conta nella nostra lista di paesi del mondo dove abbiamo viaggiato... Ma per l'originalità deri che conta. Johanna

terry ha detto...

già e così ci sei andato e hai ottenuto il tuo timbro solo nella speranza di arrivare per primo a cento!
ma allora valgono anche le riserve... che in un qualche modo sono paesi nei paesi????
così magari ho qualche speranza di buttarmi all'inseguimento.
Baci

Vittore ha detto...

Puoi andare a San Marino. O a Seborga, che mi risulta essere un altro territorio che rivendica l'indipendenza dall'italia (è un paesino della liguria).
Però lo fa con più discrezione, i Seborghiani aggiungono le loro targhe a quelle italiane, pagano le tasse della repubblica (o le evadono come tutti gli Italiani) e hanno un sindaco con la fascia tricolore che siede al fianco del principe.

Anonimo ha detto...

A me ricorda molto l' Eccellentissimo Duca di Parma, Picenza, Guastalla, Lunigiana e terre limitrofe che una volta all'anno fa casino in giro per Parma con la sua orda di goliardi. Simpatico.
Firmato:
Scoreggionus Supremus, del Ducato Vassallo di Lunigiana

Anonimo ha detto...

Molto strano che lo stato riconosca questi documenti come validi ma non ne consenta l'accesso presso le sue frontiere.

Anonimo ha detto...

LA STORIA DI HUTT RIVER
(Stato Sovrano Indipendente dal 1970)


STORIA DEL PRINCIPATO



Se i motivi che hanno condotto alla creazione del Principato di Hutt River Province sono noti, in quanto ampiamente riportati dalla stampa o dalla televisione in occasione di documentari sul Principato stesso, e ripresi da diversi siti che si possono trovare in Internet, meno noti sono il susseguirsi degli avvenimenti che hanno portato alla costituzione di questa giovane e piccola Nazione. Credo pertanto, che sia utile riassumere per i lettori questi avvenimenti usufruendo anche della interessante documentazione fornitaci dalla importante opera di R.C. Hyslop consacrata a S.A.R. il Principe Leonardo I ed al Principato stesso. E’ da sottolineare come tutte le iniziative prese da Leonard Casley al fine della creazione del Principato di Hutt River, si fondino su disposizioni costituzionali o legislative incontestabili e finora incontestate. Queste disposizioni possono stupire l’osservatore italiano talmente sono grandi le differenze esistenti fra le tradizioni costituzionali italiane e quelle britanniche. La questione diventa ancor più complessa se ci si riferisce al caso australiano poiché bisogna distinguere fra almeno tre dispositivi giuridici differenti :



-il diritto che disciplina il Commonwealth delle Nazioni (Commonwealth britannico);
-il diritto che disciplina il Commonwealth d’Australia;
-il diritto che disciplina ogni Stato australiano,
ricordiamoci che l’Australia è una federazione di Stati.

E’ un grande merito del Principe Leonardo quello di aver saputo trovare uno spazio di libertà per la Sua Famiglia e per la popolazione del territorio che lo ha seguito in questo cammino, senza scontri e violenza, nel rispetto del Diritto Internazionale e nel rispetto del Diritto dei Popoli.

1 – LA CAUSA

La famiglia Casley coltivava da circa venti anni i propri terreni in Hutt River, con altre cinque famiglie, quando nel novembre 1969 ricevette una quota di produzione di frumento di 1647 bushel per la loro proprietà da 18.500 acri. Con questa nuova quota di produzione, alla famiglia Casley sarebbero occorsi ben cinquecento anni per ottenere la stessa quantità media di frumento che era stata raccolta durante i venti anni precedenti.

Il fatturato lordo ottenuto, non avrebbe pagato neppure l'interesse sull'acquisto, a rate, dei due trattori necessari al lavoro nei campi.

Non solo, non avrebbe permesso, per giunta, alcun ritorno per la manutenzione delle loro abitazioni ed il sostentamento delle proprie famiglie.

Naturalmente questa fu considerata una imposizione ingiusta ed una situazione inaccettabile.

La materia per un appello atto a rimediare a questa situazione, era più che abbondante, e fu immediatamente considerata l’opportunità di agire in tal senso.

Fu subito chiaro, anche alla luce della allora vigente legislazione, che il governo australiano occidentale non aveva in effetti legislazione per convalidare l’atto giudiziario notificato ai Casley, inoltre il contenuto dell’atto stesso era davvero preoccupante :

- nessun appello sarebbe stato permesso contro le quote assegnate

- nessuna compensazione sarebbe stata ammessa per le perdite sofferte come conseguenza della assegnazione delle quote

Queste clausole erano fortemente in contrasto con la legge che dichiara invece :

…..il Re è responsabile come supervisore nei confronti di un suddito che subisce un torto....

quindi furono considerate come un tentativo di negare dei diritti ad una determinata parte di sudditi, rendendo imperativo perciò presentare una decisa protesta contro la quota di frumento assegnata, prima che la legge diventasse operativa.

Questo era ciò che si tentava di applicare contro di loro, e, nessuna protesta sarebbe stata accettata.

Quindi, fu presentata una formale protesta contro tale quota di frumento assegnata, al premier dell'Australia occidentale, sir Douglas Kendrew.

Nessuna risposta fu data a tale protesta.

Per poter compensare la quota assegnata con del terreno, i Casley avrebbero dovuto acquistarne dell’altro al costo di circa $ 52.000.000.

Poichè lo scopo della protesta non era ottenere denaro, bensì ottenere giustizia per poter risolvere una situazione palesemente ingiusta, e non veniva data alcuna soddisfazione, a quel punto fu presentato un reclamo il cui motivo era sempre la quota assegnata, ma il fine era l’indipendenza.

Questo atto di secessione fu debitamente presentato a sir Douglas Kendrew, governatore dell’Australia dell’Ovest il quale accusò regolare ricevuta.

Il giorno dopo che il reclamo fu ricevuto cominciarono le manovre ministeriali.

Due settimane più tardi una mozione fu presentata al Parlamento, tale mozione prevedeva la requisizione da parte del Governo dell’Austalia dell’Ovest delle terre dei Casley.


2 – LA SECESSIONE

La creazione di Hutt River Province risale al 21 aprile 1970, data in cui Leonard Casley indirizzò a Sir David Brand, allora Primo Ministro dell’Australia dell’Ovest, la notifica di un Atto di Secessione sotto forma di un documento intitolato “Fatto Compiuto”.

Il 23 aprile 1970, il Governatore, Sir Douglas Kendrew, ricevette notificazione dell’Atto di Secessione a mezzo del proprio Segretario Ufficiale, il Tenente Colonnello Burt, al Palazzo del Governo in Perth.

La notifica precisava, tra l’altro, che il Fatto Compiuto, permetteva all’autorità in oggetto di stabilire delle frontiere senza per questo attentare al Governo dell’Australia dell’Ovest.



Inoltre , il dispaccio di Leonard Casley aggiungeva :

se il Governatore, Sir Douglas Kendrew, non desiderasse o non avesse intenzione di discutere con me della questione, gli sarei riconoscente se volesse comunicarmi la sua posizione esatta in merito alla questione stessa.



Il 24 aprile, cioè l’indomani stesso, il Tenente Colonnello Burt accusò ricevuta del corriere suindicato ed invitò Leonard Casley al Palazzo del Governo il 29 aprile per fare il punto della situazione. Nel corso della riunione, il Segretario Ufficiale del Governatore indicò che la posizione dello stesso Governatore era di non fare nulla in merito alla dichiarata secessione, posizione che condusse il fondatore di Hutt River Province ad indirizzare lo stesso giorno al suo interlocutore la seguente lettera di conferma :



Vi ringrazio per l’amabile incontro che abbiamo avuto a seguito del Vostro invito del 24 aprile che accusava inoltre ricevuta del mio dispaccio del 23 aprile nel quale veniva data notifica formale dell’Atto di secessione del 21 aprile 1970, e confermo con la presente la dichiarazione del vostro Dipartimento concernente la secessione, e che mi permetto di citarvi “Non facciamo niente in merito”.

Di conseguenza la questione viene lasciata sotto la nostra responsabilità senza obiezioni da parte del Governo dello Stato, del Governatore Sir Douglas Kendrew o dell’Ufficio Coloniale Britannico, chiederemo l’adesione alle Nazioni Unite ed al Commonwealth delle Nazioni.



Il passo effettuato da Leonard Casley nei confronti del Governo dell’Australia dell’Ovest fu fondamentale poiché solo questo Governo poteva giuridicamente contestare l’Atto di secessione e logicamente incolpare Leonard Casley per attentato alla integrità dello Stato in applicazione delle disposizioni della Sezione 39 del Codice Penale dello Stato.

Scegliendo invece di lasciare libero Leonard Casley di operare come meglio credeva, il Governo della Australia dell’Ovest rinunciava in quel momento a tutte le possibilità di riconsiderare la propria posizione, ed il termine della prescrizione per gli atti di cui la Sezione 39 suindicata era di due anni dalla data in cui si presumeva fosse stato commesso l’atto incriminato, quindi, dopo il 21 aprile 1972, più nessuna giurisdizione avrebbe avuto competenza per contestare a Leonard Casley la propria decisione di secedere e di creare lo Stato di Hutt River Province.

A livello federale, l’analisi del Diritto sul quale si era basato Leonard Casley fu confortata da due dispacci ufficiali.



- Il primo, datato 07 maggio 1970, emanato dall’Ufficio del Primo Ministro a Camberra che – accusando ricevuta dell’Atto di Secessione – menzionava che la questione era di esclusiva competenza dello Stato della Australia dell’Ovest .

- Il secondo, datato 18 maggio 1970 e ricevuto dal Governatore Generale della Australia, indicava chiaramente a Leonard Casley che nella misura in cui l’Atto di Secessione riguardava la Costituzione dello Stato della Australia dell’Ovest, “sembra che abbiate adottato la procedura richiesta scrivendo a Sua Eccellenza il Governatore della Australia Occidentale. Non sarà costituzionalmente possibile per il Governo Generale intervenire in un affare riguardante la Costituzione dell’ Australia Occidentale”.



3 – IL PRINCIPATO



All’origine del progetto Hutt River Province non era stata presa in considerazione l’eventualità di erigere il nuovo Stato in Principato.

Fu solo dopo qualche mese dalla secessione che venne adottato lo Statuto principesco, sotto la pressione di avvenimenti esterni.

In effetti se i primi tempi dell’indipendenza furono sereni, cambiamenti intervenuti in seno al Governo del Commonwealth d’Australia ed in particolare la designazione di un nuovo Primo Ministro australiano fecero nascere inquietudine tra gli abitanti di Hutt River.

Circolava, infatti, la notizia secondo la quale il nuovo Governo federale “adotterà tutte le risorse del Commonwealth” per aiutare il Governo dell’Australia Occidentale a mettere fine all’esistenza del piccolo Stato secessionista.

Chiaramente sarebbe intervenuto un cambiamento nella situazione allora in essere.

Leonard Casley, in qualità di Amministratore di Hutt River Province, assistito dai suoi Consiglieri decise di riprendere le sue ricerche storico-giuridiche per assicurare ancor più saldamente la posizione del piccolo territorio e soprattutto per proteggere i suoi liberi cittadini.

La tensione era viva e la minaccia reale: i due anni di prescrizione precedentemente evocati non erano ancora trascorsi e l’indipendenza acquisita era ancora fragile.

Fu in questo difficile contesto che Leonard Casley riesumò una legge molto antica, ma sempre in vigore e la propose come difesa legale ad una eventuale offensiva del Governo dell’Australia Occidentale.

Questa legge l’ “Imperial Treasons Act” dispone che chiunque porti assistenza ad un Principe “de facto” nell’esercizio delle sue funzioni non può essere accusato di tradimento.

Più avanti il testo della legge precisa che chiunque attentasse ad un Principe “de facto” nell’esercizio delle sue funzioni avrebbe potuto essere, al contrario, incolpato di tradimento.

Tenuto conto dei vantaggi che avrebbero potuto trarre da questa legge, gli abitanti di Hutt River decisero di trasformare il loro Stato in Principato e di elevare il loro amministratore al rango di Principe ereditario.

Leonard Casley divenne così Sua Altezza Reale, il Principe Leonard.

La manovra riuscì al di là delle più ottimistiche previsioni, l’interesse dei mass-media intorno al nuovo Principato fu considerevole ed il Governo dell’Australia Occidentale rinunciò a tutte le offensive contro Hutt River Province, come evitò del tutto la battaglia giuridica.

Si osservò in questa occasione che se Hutt River Province aveva proclamato la sua secessione dallo Stato dell’Australia Occidentale e dal Commonwealth d’Australia, la secessione stessa non metteva assolutamente in discussione la sua alleanza con la Regina Elisabetta II e che il riferimento a l’ ”Imperial Treasons Act” era senza dubbio sottile, ma pertinente.

Hutt River Province era diventato uno Stato sovrano indipendente secondo le norme del diritto internazionale.

Anonimo ha detto...

Salve,
Chi scrive è il console di Hutt River in Italia.
Grazie all'amico che ha postato questo ultimo intervento.
Và compreso che trenta anni di storia sono NULLA ed imprese così "radicali" vanno viste con un'occhio diverso.
Io lavoro con Hutt RIver da anni, ho registrato società ed aperto conti per le società di questo paese. Il registrar of Companies è uno dei più quotati avvocati australiani e ha oltre sessant'anni...
Bisogna avere pazienza per vedere questo stato "universalmente riconosciuto" anche se, "riconosciuto" è un termine improprio in quanto uno Stato non può "riconoscere" o "Non riconoscere" un'altro stato... ma solo i propri cittadini.
L'Australia ha riconosciuto di fatto lo status di Hutt River perchè è stata costretta a farlo dai fatti... riconoscerà di fatto i passaporti, quando sarà costretta a farlo.
A presto l'apertura del Consolato per Italia e San Marino!
Poi proprio noi italiani... dovremmo credere un po' di più nella libertà...

Ciao a tutti e buona serata / giornata.