lunedì 20 marzo 2006

Claremont Railway Station

Molle. Gli occhi pesanti, con un bruciore leggero, come a ricordarmi che sono lì. Il naso che formicola, sensibile all’aria, ai suoi profumi. Il vento nelle foglie minute di un albero enorme, di corteccia rugosa, fa un suono delicato, un bisbiglio argentino che bisogna ascoltarlo per sentirlo. Pappagalli bianchi e rossi lanciano grida rauche.

Ed io sto lì, come una cosa abbandonata, pieno di tenerezza. E per vivere non ho bisogno nemmeno di muovermi.

3 commenti:

skunk ha detto...

la miglior cronaca dell'uragano Larry?

ciccio ha detto...

non c'entra nulla e non so che valore possa avere qui (forse è solo la conferma della mia impotenza... politica): ma la medaglia d'oro al valor civile a fabrizio quattrocchi è un insulto profondo a tutti coloro che sono stati davvero valorosi e non sono morti facendo i mercenari. è ora che la politica la smetta di fare propaganda e lasci a casa gli eroi di cartapesta costruiti dai telegiornali e dall'infatuazione traumatica di un popolo servo (ed in fondo in fondo fascista) com'è sempre stato il popolo italiano.

Vittore ha detto...

Sarebbe stata una grande cronaca di Larry, ma il Ciclone qui non c'e stato. E quindi e' una cronaca mediocre di una mattina in stazione aspettando il treno. Mi dispiace...