lunedì 27 febbraio 2006

Verità

Caro Ciccio, cara Eleonora, e cari tutti che vi prendete la briga di leggere questo ping pong di opinioni in cui a volte il gioco si fa un po’ cattivo.

Capisco. Mi dispiace per aver detto che Hegel era tuo. Ho capito male. Ad ogni modo non trattarlo con disdegno: il vecchio Hegel sa essere interessante e resta il fondamento teorico del Sig. Marx e, tramite lui, di tutti i marxisti.

"On Bullshit" purtroppo non l'ho letto. Chissa che non mi capiti tra le mani un giorno che ho tempo. Ma il titolo non è invitante.

Se "qualunquista" significa dubbioso, incerto sulla verita' oggettiva, lo sono. Non è mica un segreto. Se vuoi dire solo quello e' una tautologia, potete dirmelo quanto vi pare ma è fiato sprecato perché già si sa.

Però a me la parola sembra scelta male. C’è qualcosa di intrinsecamente offensivo in quella radice “qualun...” che fa pensare alla incapacità di discriminare. Suona un po’ derogatoria anche quando si parla di sciocchezze: “Oh... lui mangia qualunque cosa” che suggerisce uno stato spirituale un po’ primitivo – quasi animalesco – tutto intento a soddisfare bisogni primari. “Quello lì andrebbe con qualunque ragazza” che suggerisce anche debolezze profonde e bisogni che le persone davvero in gamba non hanno, o dominano.

“Lui si accontenta di qualunque cosa!”

Ecco! Ecco la chiave, adesso capisco. Le parole composte con l’aggettivo ”qualunque” sono fastidiose perché danno l’idea di chi si accontenta, che è il contrario esatto dell’uomo volitivo che sa quel che vuole.

Chissà se so cosa voglio? Temo di no. Temo di non essere volitivo a sufficienza e di essere destinato ad essere un uomo qualunque (se non un qualunquista) per tutta la vita.

Ma al di là dei dubbi, se invece qualunquista vuol dire che sono un negatore attivo della Verità(con la V maiuscola)', allora no, non lo sono. Credo piuttosto che la Verità sia una cosa maledettamente difficile da trovare, e che ne esistano dei sosia quasi perfetti. Biglietti di banca falsi, ma che ingannerebbero (ed hanno ingannato per secoli) menti acute ed uomini dedicati con passione alla ricerca della loro parte di ricchezza nel mondo del sapere.

Credo che spesso ci accontentiamo di “verificare” le nostre teorie facendo prove del nove che sono solo apparenti, sono prove tutte interne al nostro modo di vedere il mondo, sono corti circuiti e non buoni test per vedere se nei nostri ragionamenti tutto fila. E che poi, nell’orgoglio della nostra verità “scientificamente provata” irridiamo alle incertezze degli altri.

A me non importa molto quello che scrive il Sig. Luigi Cavallaro a proposito del pensiero debole e del realismo ontologico nei suoi articoli di giornale. Intanto un articolo di giornale è “solo” un articolo di giornale, scritto in un pomeriggio per fare notizia e non un testo filosofico. Poi si tratta di opinioni buttate lì, senza nessuna argomentazione. Non vedo perché la sua opinione favorevole al realismo ontologico deve impressionarmi più di quella di quasi tutti i filosofi del passato, o della Chiesa Cattolica, o degli scienziati che amano più la ricerca sul campo che l’epistemologia.

Io non riesco a vedere una connessione obbligatoria e diretta tra pensieri forti o deboli e atteggiamenti progressisti o conservatori. O almeno la connessione non mi pare semplice. Mi pare che i “pensieri deboli” come categoria generale siano meno propensi alla soddisfatta autocontemplazione di se stessi, più aperti al cambiamento. Ma questo può ben accoppiarsi con atteggiamenti psicologici di chiusura verso il mondo, disperazione nichilista o attaccamento alla tradizione come ad un relitto galleggiante nell’oceano della confusione del sapere. Ed è vero che il dogma più granitico può produrre appassionati umanisti riformatori come austeri Torquemada.

Ad ogni modo, progressista o conservatore, testata importante o “giornalaccio”, il Manifesto è per le sue origini e per la sua natura un giornale militante. Portatore di un pensiero forte, anzi fortissimo (fin troppo): la filosofia della storia marxista.

Il signor Cavallaro predica in chiesa ai suoi fedeli. Non mi sorprende che siate tutti d’accordo.

4 commenti:

ciccio ha detto...

bella risposta, almeno ha il pregio della chiarezza e della non banalita', anche se continuo a non essere d'accordo. penso pero' che questi tuoi dubbi non collimino con le certezze manifestate da altri (o da te) circa la difesa dei valori "occidentali" (boh?) contro il pericolo verde.
ti devo correggere su un punto pero': non pensare - perche' avresti torto - che tutti i lettori del Manifesto siano d'accordo con Luigi Cavallaro (che peraltro è un magistrato del lavoro). anzi...!magari il movimento comunista fosse monolitico come lo dipingi! non avremmo bisogno di dannarci per battere berlusconi.

Vittore ha detto...

Grazie

Anonimo ha detto...

Finalment ho capito come salvare i miei commenti... Pensavo di essere out of bounds, ma no, c'è il security code da immettere. Per fortuna che lavoro nel mondo IT da una vità... OK Vittore! I'm back. Look forward to chatting via yr blog again. A presto. Johanna

Vittore ha detto...

Johanna, nice to see you again! La mia amica vagabonda. Un bacio