lunedì 28 maggio 2007


Adel Smith ha fatto causa a Renzo Guolo per insulti all’Islam.
Renzo Guolo è un sociologo che scrive le sue cose con la testa sulle spalle ed equilibrio.
Adel Smith, presidente dell’UMI (Unione Musulmani d’Italia) è un aggressivo fanfarone, ed ha recentemente fatto condannare per insulti all'islam anche un altro sociologo illustre (e progressista, e non certo nemico dell'Islam) il Professor Stefano Allievi dell’Università di Padova.
In Italia si può (giustamente) dire quello che si vuole sulla Chiesa Cattolica. Si può anche andare giù duro. Ma sul’Islam no. Appena si apre bocca scattano le querele, da parte poi di chi poi è il primo a pensare che tutto il mondo meno l’Islam è un’associazione a delinquere: il signor Adel Smith, tutto di un pezzo come tutti i convertiti.

Attenzione, attenzione, questa non è la strada della tolleranza e del rispetto del diverso. Questa è la strada di medioevi futuri. Questa è la strada del silenzio e del bavaglio imposto con la paura.
I giudici se ne stiano a casa loro. La democrazia non la fanno gli ordini ed i poliziotti. Le carte bollate servono solo a correggere concreti atti illegali, non idee, giuste o sbagliate, se in esse non vi è incitazione alla violenza. Dell’Islam si può parlar male. Dell’Islam e dei suoi rappresentanti SI DEVE parlar male se e quando promuovono valori di intolleranza, superstizione, illiberalità e diversità di diritti. Come del Cristianesimo e di qualunque altra religione o ideologia.
Ci abbiamo messo tanti anni ad arrivare a sentirci liberi, e adesso ci salta fuori un corto circuito e la libertà ci si dissolve in fumo davanti agli occhi:

1. La libertà è importante, quindi...
2. Il rispetto del diverso è necessario perché il diverso eserciti la propria libertà. Quindi...
3. Per dimostrare il rispetto non si può offendere. Ma poi...
4. Il concetto di offesa, concetto indefinito, si allarga a dismisura ad includere tutto quello che la suscettibilità degli integralisti considera offensivo. Quindi...
5. Il giudice interviene e condanna anche lo studioso che esprime opinioni pacate e misurate in ponderosi tomi accademici. La libertà è venuta meno.

Non succedeva dal Settecento.

Dopo le condanne alle magliette, alle vignette, al Papa, alla Fallaci, e dopo le fatwe che ci accompagnano da alcuni anni, adesso è arrivato il turno dei sociologhi. Anzi no, è il turno di tutti. Non è un problema altrui.
È ora davvero di togliere i reati di vilipendio e diffamazione dai nostri codici. Viva la lingua senza catene.

10 commenti:

cristina ha detto...

Questo è il nostro Paese, l'ITALIA. Chi viene a vivere qui si deve adeguare alle regole, alle religioni, agli usi e costumi come noi faremmo vivendo in un'altro Paese. Non mi sta per niente bene che l'Islam detti regole e la mia paura è che anche a livello politico e sociale stiano prendendo il sopravvento. La legge italiana non ci tutela e vedo prossima un'invasione islamica con la perdita della nostra libertà alla parola e alla democrazia. ALLARME!!!

Jetset (Master) ha detto...

Hai detto bene: costui è tutto d'un pezzo. Un pezzo di cosa poi è da stabilire... ;-)

Effe ha detto...

al di là dei giudizi sul personaggio in questione, non ho capito una cosa, in questi commenti: da cosa ci dovrebbe difendere, la legge?
Era un commento ironico, non è vero?

ciccio ha detto...

mi sarebbe piaciuto leggere un commento simile quando (dopo una vergognosa campagna mediatica) è stato eliminato dalle librerie "Pasque di Sangue" di Ariel Toaff. evidentemente, a differenza dell'islam (Fallaci docet), l'unica religione di cui non si può veramente parlare male è l'ebraismo.

comunque, per completezza di informazione, può essere interessante sapere che Adel Smith è già stato condannato a 8 mesi di reclusione ("offesa alla religione") per aver definito la chiesa cattolica un'associazione a delinquere.

prima di sputare veleno, fareste perciò bene a verificare chi ha iniziato per primo questo stupido giochetto.

ciccio ha detto...

evidentemente le "adeguate riflessioni" dopo le quali scrivi le tue sentenze, nonostante il grasso tempo ormai a tua disposizione, non vanno al di là di solitarie elucubrazioni effettuate senza prima informarti.

ma la tronfia ignoranza è un un male che affligge la società, ormai ne siamo tutti coscienti.

cristina ha detto...

Se effe si riferisce al mio commento riguardo la non tutela della legge italiana rispondo NON ERA IRONICO. Gli affari esteri, la politica, e tutti quei mangia mangia che stanno al governo di destra o sinistra che siano dovrebbero avere la capacità di tutelare il popolo italiano difendendolo e difendendo la nostra cultura. Non ci metto la religione cattolica di mezzo, non sono credente.Il troppo permissivismo porta anche a un Adel Smith che del nostro paese ne dice troppe per i miei gusti . Noi italiani dobbiamo imparare a far rispettare di più la nostra cultura, la nostra gente.

ciccio ha detto...

ah, Cristina, Adel Smith è italiano. ha gli stessi (ma proprio gli stessi) diritti di me e te, che ti piaccia o no. qualcuno (il giudice Papalia) si è preso la briga di perseguirlo d'ufficio e condannarlo a 8 mesi per offesa alla religione. lui ha morso l'amo ed ha usato la stessa arma contro chi la (sua) religione continua ad offenderla. il giochetto l'ha iniziato qualcun altro.

cristina ha detto...

Il RISPETTO Ciccio, il RISPETTO per il Paese in cui ti trovi. E' giusto che tutti abbiano gli stessi diritti ci mancherebbe, ma nel RISPETTO di un Paese che ti ha accolto , del popolo che lo abita. Io non sono razzista mi piace molto conoscere altre culture, usi, cercare di mettere a proprio agio. Nel mio piccolo lo faccio coi bambini che arrivano nella scuola dove lavoro come c.s. Mi piace accoglierli, donare sorrisi, dire una parola in più per avvicinarmi a loro e per diventare per loro una persona di riferimento. Mi piace interessarmi alle loro origini ed è per questo che chiedo RISPETTO per le mie origini, cultura, usi e anche Religione.

Effe ha detto...

difendere la purezza della cultura per legge.
Le leggi.
La cultura.
La razza.
Un brivido

cristina ha detto...

Nessuna difesa per legge ma per il RISPETTO DI TUTTI.